La formazione sulla consapevolezza dei protocolli e delle procedure per l’antisequestro e in caso di ostaggio necessita di una maggiore consapevolezza della relativa previsione legale.

By Michael Amoruso, italian lawyer and Legal & Communication Division Director of STAM Strategic & Partners Group Ltd – July 2020

La bufera pandemica, che in alcuni Paesi è ancora fortemente attiva, ha mostrato uno dei nervi infiammati più gettonati dalle organizzazioni di matrice sia criminale che terroristica per colpire uno Stato: l’assenza di formazione sulla consapevolezza dei protocolli e delle procedure da adottare in caso di emergenza.

E se in alcuni Paesi, soprattutto occidentali, le emergenze non sono all’ordine del giorno – o almeno non sono percepite tali dalla politica interna – nei paesi ad alto rischio antropico e naturale la realtà è diametralmente opposta.

In tali paesi, che si viaggi da turista o per lavoro, è assolutamente necessario avere una formazione ad hoc per evitare un sequestro di persona o per sapere cosa fare quando si è già diventati ostaggio. Se il turista, per quanto ci sia una normativa di settore (Codice del Turismo) che sostanzialmente impone un obbligo di tutela da parte del Tour Operator, si assume personalmente la responsabilità di recarsi in determinati territori, il lavoratore di una società o un ente ivi viene inviato, senza alcuna possibilità di scelta contraria, pena il licenziamento.

In entrambi i casi, come in parte già spiegato precedentemente nell’articolo https://www.stamsolutions.com/sequestro-allestero-responsabilita-penale-di-societa-associazioni-e-onlus-la-necessita-di-security-contractors/, tutte le società e, in generale, le persone giuridiche che inviano lavoratori in aree a rischio di sequestro di persona sono sempre responsabili civilmente, mentre sono responsabili penalmente solo in caso di omicidio o lesioni commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro ai sensi dell’art. 25 septies D.lgs. n. 231/2001.

Appare logico, pertanto, che in assenza di una formazione, in primis, dei datori di lavoro e/o della classe dirigente di società e multinazionali sugli aspetti legali correlati ad attività in cui l’ente potrebbe essere responsabile civilmente e “penalmente” (in realtà si tratta di responsabilità amministrativa da reato) sia in modo attivo che in modo omissivo (come il sequestro dei propri lavoratori), sarà improbabile che la formazione sulla consapevolezza dei protocolli e delle procedure per l’antisequestro e in caso di ostaggio possa essere erogata.

Si tratta di corsi fondamentali di ANTI KIDNAP & HOSTAGE AWARENESS TRAINING che, se realmente professionali ed erogati da chi ha esperienza sul campo, possono salvare la vita di un turista o di un lavoratore, sia per evitare un sequestro di persona sia per rimanere vivo o evadere dalla prigionia. In tali corsi si affrontano: attività di analisi territoriale e delle tecniche utilizzate precedentemente per i sequestri, tecniche di pianificazione delle attività, selezione di safe house, hotel, fixer nativi, con ingredienti necessari quali l’elicitation, procedure OPSEC, procedure CAC (Conduct After Capture), pianificazione dell’evacuazione legale o illegale dal paese.

Da molti anni anche la STAM Strategic & Partners Group Ltd offre, tra i molteplici corsi di formazione sull’intelligence e sulla sicurezza, anche quelli come l’Anti Kidnap & Hostage Awareness, con la presenza di istruttori che vantano esperienze in aree ad altissimo rischio da più di 35 anni.

Preliminarmente a questi corsi, pertanto, ci si auspica che sia dato rilevo alla formazione degli aspetti legali prodromici all’erogazione di corsi specialistici ai propri lavoratori. D’altra parte, è altresì necessario che la Division Legale di ogni società sia in grado, preventivamente, in ogni paese in cui sono inviati i propri lavoratori, di poter monitorare localmente un determinato caso e creare dei collegamenti tempestivi con le autorità diplomatiche, soprattutto attraverso dei legali di fiducia locali, con i quali poter sin da subito avviare investigazioni difensive per conto della società.

La prevenzione, in punto di legalità e sicurezza, tuttavia, è sempre più un miraggio in paesi europei, come l’Italia.

La debolezza mostrata dai Paesi occidentali nell’affrontare un’emergenza come quella del covid-19, a cui si aggiunge la pubblicizzazione dei riscatti pagati negli ultimi anni alle organizzazioni terroristiche per il dissequestro di persone occidentali, rivestirà sempre più il punto di forza delle organizzazioni di matrice terroristica (ma anche criminale) nei paesi ad alto rischio e si tramuterà in plurime azioni di sequestro di persona, con un duplice impatto, uno positivo nel proprio “elettorato”, uno negativo sulla politica di alcuni governi occidentali i cui rappresentanti sono sempre più impacciati e avulsi dalla conoscenza ed esperienza in tema di anti e contro terrorismo.